Argomento apparentemente ”banale” ma che banale non è. Sia che si parli di aziende in cerca di candidati a posti di lavoro, sia che si tratti di privati in cerca di un impiego che li soddisfi, la questione GDPR e Curricula non può essere lasciata al caso. Facciamo chiarezza.

L’entrata in vigore del Reg. europeo 679/2016, più comunemente GDPR, ha chiarito la fumosa questione “consenso al trattamento dei dati sì o no”? Innanzitutto occorre distinguere due ipotesi ricorrenti:

  • L’invio di una candidatura spontanea;
  • La risposta ad un annuncio lavorativo.

La prima ipotesi riguarda prevalentemente il candidato al posto di lavoro; la seconda interessa più l’azienda proponente.

GDPR e CV, la candidatura spontanea: nessuna autorizzazione

Molto spesso per timore di venire scartati dai recruiters per il mancato consenso al trattamento dei dati, i candidati inseriscono la dicitura “acconsento al trattamento dei miei dati personali contenuti in questo CV”. Questa prassi è del tutto sbagliata per una semplice ragione: il consenso al trattamento dei dati, per essere validamente prestato, deve essere preceduto da un’informativa cosa che, nel caso di candidatura spontaneamente inviata, appare abbastanza improbabile. L’interessato, pertanto, al momento dell’invio della candidatura non può conoscere come verranno trattati i dati dall’azienda, quanto tempo verranno conservati, dove, se verranno o meno trasmessi a terzi. Ecco perché inserire il consenso in calce al CV non solo è sbagliato, ma denota anche una scarsa conoscenza della normativa italiana ed europea relativa alla protezione dei dati personali.

Predisporre un annuncio lavorativo: cosa deve fare l’azienda

Quando si apre una posizione lavorativa all’interno della nostra azienda dobbiamo porci il problema di corredare l’annuncio ad un’idonea informativa. Consideriamo, ad esempio, il sito internet di un’azienda che abbia la sezionelavora con noi”, dove il candidato può proporsi per posizioni lavorative vacanti. Quello che dovrà fare l’azienda sarà impostare sotto il modulo di raccolta cv e dati personali un link all’informativa privacy.

Senza la previa presa visione dell’informativa non dovrebbe essere possibile inviare la candidatura e tale presa visione sarà testimoniata da un log di sistema che tenga traccia dell’apertura del documento linkato.

Molto più complesso a dirsi che a farsi: infatti, per redigere correttamente un’informativa privacy dedicata ai candidati, il GDPR ci offre un vero e proprio “modello”. Le informazioni da inserire sono quelle contenute agli artt. 13 e 14 del GDPR, ricordando che, ai sensi dell’art. 111-bis, Codice Privacy, l’informativa al candidato dovrà essere fornita al primo contatto utile: ergo, se non sussistono format compilativi sul nostro sito internet l’azienda potrà pensare di fornire tale documento al momento del colloquio con il candidato.